Circoncisione



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Circoncisione

Cappella di San Giorgio a Mantova  >  Trittico degli Uffizi

In un sontuoso edificio classico Andrea Mantegna ha ambientato questa Circoncisione, un dipinto su tavola eseguito tra il 1460 e il '64, per decorare la Cappella ducale del Castello di San Giorgio a Mantova.
L'opera, che fa parte del cosiddetto Trittico deli Uffizi, è tutt'ora conservato, insieme all'Adorazione dei Magi e all'Ascensione, nello storico museo fiorentino, in una cornice ottocentesca che li raccoglie.

Il soggetto scelto fa parte del programma iconografico che Mantegna elaborò per Ludovico II Gonzaga e in particolare rientra nella tematica della Redenzione, filo conduttore della decorazione della cappella.
Secondo la tradizionale iconografia cristiana, la Circoncisione è un episodio della vita di Gesù inteso come anticipazione della Passione, in quanto rappresenta la prima occasione in cui viene versato il sangue di Cristo.
Un altro rinvio al martirio del Salvatore è indicato nel Sacrificio di Isacco, rappresentato nella lunetta a sinistra, mentre Mosè con le tavole della Legge nella lunetta a destra allude alla Nuova Alleanza stabilita tra Dio e gli uomini con la promessa di salvezza attraverso il sacrificio di Gesù. Ma per l'interpretazione di questo episodio evangelico, secondo gli studiosi Mantegna ha evitato una rappresentazione troppo drammatica, scegliendo un'intonazione più dolce e sottilmente malinconica e si è riferito all'iconografia greca della Presentazione al Tempio, meno cruento della Circoncisione.
Il tema del sangue di Cristo non è solo il nodo centrale di collegamento tra l'episodio della Circoncisione e quello della Passione, ma è anche un importante anello di collegamento con la città di Mantova, poichè si riferisce ala reliquia con il sangue di Gesù, conservata nella chiesa mantovana di Sant'Andrea.

I personaggi presenti nella scena, oltre al sacerdote e al chierico con il vassoio, sono quelli della sacra famiglia, San Giuseppe e la Madonna con il Bambino. A destra è stata riconosciuta l'anziana profetessa Anna, mentre il bambino con la ciambella potrebbe essere il piccolo Giovanni Battista.
San Giuseppe avanza lentamente, trattenendo il mantello e portando un cesto con due tortore da offrire in dono al tempio. E' una figura che sia nella fisionomia che negli abiti e persino nei colori ricorda molto il san Pietro della Pala di San Zeno a Verona, dipinta da Mantegna poco prima della sua partenza per Mantova.
Nella Madonna, al centro, si fonde la dolcezza e lo slancio goticheggianti con la solida volumetria e presenza umana che caratterizzano la modernità dello stile mantegnesco.
Il Bambino spaventato è la figura più dinamica della scena, si agita e si aggrappa con un efficace contrapposto alla madre che lo sostiene.
Il gesto sospeso dell'anziano sacerdote è accompagnato dagli sguardi attenti e dall'atteggiamento di attesa di presenti.

La composizione del quadro è rigorosamente scandita su una griglia di orizzontali e verticali in cui si dispongono le linee dell'architettura con il perno centrale della colonna in marmo giallo. La distribuzione ordinata dei personaggi è coerente al ritmo degli elementi architettonici e le stesse analogie formali tra i corpi cilindrici e il fusto della colonna centrale accentuano non soltanto la perfetta sincronia tra spazio e figure, ma rafforza anche quella particolare sensazione di tempo sospeso in cui è colta la scena.
La gamma di colori ricca e calda, la luce dorata e il gioco di riflessi e ombre velate che pervadono l'ambiente determinano la suggestione particolare che trasmette questo dipinto.
L'architettura del'ambientazione si ricollega a quellla che Luciano Laurana, attivo a Mantova nel 1465, aveva progettato per la Cappella del Perdono di Urbino, suggerendo un interessante rapporto tra Andrea Mantegna e l'architetto dalmata. Inoltre diversi particolari architettonici e decorativi si ritrovano nel San Sebastiano del Kunsthistorisches di Vienna, realizzato da Andrea circa un decennio prima, durante il suo soggiorno a Padova.

A. Cocchi


Bibliografia

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
M. Bellonci, N. Garavaglia L'opera completa di Mantegna. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Mantegna, circoncisione, Cristo, pittura, tempera, arte, .

Stile:Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze, Uffizi

 


Andrea Mantegna. Circoncisione. Dett con il sacrificio di Isacco. Tempera su tavola. cm42,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Circoncisione. Tempera su tavola. cm42,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Circoncisione. Dett con Mosè e le tavole delle leggi. Tempera su tavola. cm42,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Circoncisione. Dett della decorazione. Tempera su tavola. cm42,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Circoncisione. Dett. Madonna col Bambino e sacerdote. Tempera su tavola. cm42,5X76,5. Firenze, Uffizi

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