Brunelleschi


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Lo Spedale degli Innocenti

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Spedale degli Innocenti

Funzione e storia

I modelli e l'innovazione

 

Realizzato tra il 1419 e il 1445 da Filippo Brunelleschi, lo Spedale degli Innocenti manifesta, nella novità e nell'originalità della costruzione anche la  complessa cultura artistica su cui è fondato questo primo monumento di stile rinascimentale. La conoscenza dell'architettura fiorentina medievale dei secoli XI e XII si fonde con quella dell'antichità, ma sempre da un punto di vista tipicamente fiorentino. Al legame con la tradizione, Brunelleschi affianca però caratteri di assoluta novità nel gusto: sono del tutto nuovi il senso di equilibrio, armonia ed eleganza, la leggerezza e l'elasticità delle strutture, la semplicità del disegno lineare e la corrispondenza delle proporzioni e delle distanze.

 

Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. Veduta del loggiato.1419. Firenze


Il ritmo degli archi, dopo la pausa rappresentata dalla cornice marcapiano, è ripetuto dalle note delle finestre timpanate, secondo una scansione riferita direttamente alla composizione musicale.

 

Facciata dello Spedaledegli Innocenti.

 


Lo sviluppo orizzontale della costruzione è controbilanciata dalla prospettiva scalare dei piani, degradanti in altezza andando da basso verso l'alto.
Altro elemento importante dell'opera e concezione tipicamente rinascimentale è l'intento urbanistico. Tutto il lavoro di progettazione non si è concentrato soltanto sullo studio dell'edificio in sè, ma anche sulla preoccupazione di inserirlo nell'ambiente circostante in modo armonioso, evitando il contrasto netto tra una massa piena e solida e uno spazio ampio e vuoto.
La proporzione tra il volume pieno dell'edificio e il vuoto della piazza si risolve nel loggiato, che fa da filtro e ne permette un'equilibrata compenetrazione. Così piazza ed edificio si definiscono l'un l'altro come due valori opposti, ma perfettamente armonizzati.

 

 

Funzioni e storia

 

Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1419. Part. della Ruota degli Innocenti. Firenze

 

Destinato ad accogliere i bambini abbandonati, lo Spedale degli Innocenti di Firenze è il primo edificio di carattere civile progettato in stile rinascimentale. La sua funzione di brefotrofio è indicata nei raffinati  Medaglioni con i Bambini in fasce, in ceramica invetriata, realizzati da Andrea della Robbia nel 1463.

 

 

Andrea della Robbia. Putto in fasce. 1463. Ceramica invetriata. Firenze, Spedale degli Innocenti.


L'edificio fu eretto a spese dall'Arte della Seta e degli Orafi, a cui apparteneva lo stesso Brunelleschi. E' la prima opera completa in cui Brunelleschi fonda il nuovo stile quattrocentesco fiorentino, perchè introduce importanti novità nel gusto. Il nuovo senso di armonia ed eleganza di forme, l'equilibrio e i nuovi rapporti proporzionali sono valori nuovi, diversi rispetto al tardo-gotico, ma anche rispetto ai modelli classici a cui si ispira.
Venne progettato e iniziato da Filippo Brunelleschi nel 1419, ma  già dal 1425 venne proseguito dai suoi seguaci, essendo lui troppo occupato con i lavori della Cupola di Santa Maria del Fiore nella stessa Firenze.
Fu terminato (secondo Pevsner) nel 1445 da Francesco della Luna. La parte più importante, perchè seguita direttamente da Brunelleschi è quella del portico, il resto è opera degli altri architetti.

 

I modelli e l'innovazione

 

Per quanto riguarda i modelli d'ispirazione, nella progettazione dello Spedale degli Innocenti di Firenze, sembra che Filippo Brunelleschi si sia riferito, oltre che agli esempi dell'antichità classica, anche a quelli della tradizione toscana.

 

Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1419. Chiostro degli uomini. Firenze


L'uso di logge con archi a tutto sesto non è nuovo a Firenze, l'esempio più diretto è offerto dalla vicina Loggia della Signoria.
Esiste anche un prototipo di costruzione ospedaliera dotato di portico esterno a volta nell'Ospedale di Lastra a Signa, vicino a Firenze, realizzato nel 1411. Nonostante l'apparente diversità, esistono alcuni elementi in comune tra la Loggia di Lastra a Signa e quella brunelleschiana negli archi e nei particolari delle volte, che dimostrano la conoscenza diretta di Brunelleschi.
Ma ciò che è più sorprendente è l'originalità e la libertà creativa con cui Brunelleschi fonde elementi appartenenti a stili diversi per giungere a risultati del tutto nuovi.

 

Trabeazione e arco dello Spedale degli Innocenti.


Gli archi a tutto sesto della loggia brunelleschiana hanno il profilo (parte interna) piatto e non a sezione triangolare come nella gran parte degli esempi gotici. Ciò dipende dal fatto che si tratta di archivolti, cioè trabeazioni dell'antichità piegate a semicerchio in forma di archi. L'idea sembra ispirata dal tipo di arcate presenti nel Battistero di Firenze.
Le campate definiscono spazi perfettamente cubici, perchè riportano le stesse misure in altezza, larghezza e profondità. Tale misura corrisponde inoltre al fusto delle colonne, e definisce anche il passo dell'intercolunnio, secondo un principio di coerenza e proporzione perfette.

 

I rapporti proporzionali dello Spedale degli Innocenti.

 


Le volte che coprono le campate non sono più quelle tradizionali a crociera, tipiche del romanico e del gotico, ma sono semplici versioni di tipo classico con piccole cupole.

 

Interno del portico dello Spedale degli Innocenti.


Anche le colonne stesse, le mensole e i capitelli corinzi sono classiche, ma tra i capitelli e le imposte degli archi sono inseriti dei pulvini. La loro funzione è quella di elevare le imposte degli archi e dare più slancio alle strutture. I pulvini, elementi tipici dell'architettura bizantina più che di quella romana, sono stati ripresi in alcune chiese romaniche toscane, come nella Chiesa dei Santi Apostoli di Firenze. In quest'ultimo caso, si tratta di una costruzione risalente al X secolo, ma ai tempi di Brunelleschi si pensava  fosse una chiesa paleocristiana de IV o V secolo.
Altro elemento originale è la trabeazione, che non deriva da esempi classici ma dal Battistero Fiorentino, modello molto importante per Brunelleschi. Da questo, nonostante le evidenti differenze, derivano anche le eleganti finestre a edicola, dotate di timpano triangolare.

 

A. Cocchi


 

Bibliografia e sitografia

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

WWW. Italica.it

 

Approfondimenti:palazzo, portico, piazza, architettura, architettura rinascimento, proporzioni.

Stile:Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze

 


Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1419. Firenze


Filippo Brunelleschi. Spedale degli Innocenti. 1419. Part. del capitello corinzio con pulvino. Firenze





 

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