Brunelleschi


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Sacrificio di Isacco

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Si tratta di una formella decorativa, fusa in bronzo e dorata. Risale al 1401 ca. ed è conservata Al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.
L'opera è stata realizzata da Filippo Brunelleschi in occasione del concorso del 1401, bandito dall'Arte della Calimala, per la decorazione delle Porte del Battistero di Firenze. Secondo gli antichi documenti, vi parteciparono parecchi artisti, tra i quali, anche Donatello.

Riguardo all'esito del concorso, gli studiosi si dividono tra tesi diverse.
Secondo la prima tesi (Negri-Arnoldi) Brunelleschi vinse il concorso a pari merito insieme al Ghiberti, ma rinunciò all'incarico per inconciliabilità di stile con l'altro maestro. In base alla seconda tesi (Murray, Argan) Brunelleschi fu invece sconfitto da Ghiberti, e appena conosciuto il risultato del concorso andò a Roma con il suo amico Donatello per studiare le opere dell'antichità.
Comunque andarono le cose, questo concorso mise in evidenza le qualità espressive di Brunelleschi come scultore, tuttavia qualcosa deluse l'artista, che dopo questa esperienza decise, per il momento, di abbandonare la scultura e dedicarsi all'architettura. Riprenderà la scultura solo nel 1420, per realizzare il Crocifisso ligneo di Santa Maria Novella, a Firenze.

Il tema, stabilito dalla giuria è ripreso dalla Bibbia, e si riferisce al momento in cui Abramo, messo alla prova da Dio, sta per sacrificare il figlio Isacco, ma viene fermato all'ultimo momento dall'angelo per volere divino.

L'Effetto drammatico nell'opera di Brunelleschi è ottenuto con una serie di contrasti:

Tutto ciò determina un senso di agitazione dovuto a un succedersi incalzante di avvenimenti e rivolgimenti come se fossero i "colpi di scena" di un dramma teatrale.
Rispetto alla versione di Ghiberti, Brunelleschi presenta una composizione più mossa e dinamica, tutta impostata su linee di movimento curve e articolate, eppure, nel complesso si mantiene in una struttura unitaria.

Tutto si regge su un equilibrio perfetto fatto di corrispondenze visive. Da notare la coerenza tra le curve dei lobi della cornice e le curve delle linee di movimento, che formano dei gorghi che si scontrano. L'arco descritto dall'Angelo è contrario a quello di Isacco. La figura a sinistra in basso, ha un movimento contrario a quella a destra.
Lo spazio in cui si ambienta l'episodio biblico è accennato, ma non ancora prospettico.
La visione di Brunelleschi è arricchita di raffinati elementi classici, specie l'episodio del servo che si toglie la spina dal piede, ripresa dalla famosa statua bronzea dello Spinario, del I sec. a. C. ora al Museo dei Conservatori a Roma. Altre interessanti citazioni dell'arte antica sono l'ariete e soprattutto l'altare.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964

WWW. Italica.it


 

Approfondimenti:Brunelleschi, Isacco, bronzo, rilievo, oro, Bibbia, scultura, sacrificio, bambino.

Stile:Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze

 




Filippo Brunelleschi. Sacrificio di Isacco. 1401 ca. Rilievo in bronzo dorato. Firenze, Museo Nazionale del Bargello


Lorenzo Ghiberti. Sacrificio di Isacco. 1401 ca. Rilievo in bronzo dorato. Firenze, Museo Nazionale del Bargello


Spinario. I sec. a. C. Bronzo. Roma Museo dei Conservatori