Botticelli


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La nascita di Venere

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Alessandro Filipepi (1445-1510), noto come Sandro Botticelli, fiorentino, fu il pittore più legato all'ambiente intellettuale della corte di Lorenzo il Magnifico. Dopo essersi formato come orafo e aver condotto l'apprendistato nelle botteghe di Filippo Lippi e di Andrea del Verrocchio, dai quali ereditò i colori delicati e il dolce linearismo dei contorni, dal 1475 iniziò a lavorare autonomamente per i Medici, frequentando la corte.

Per questo ambiente realizzò le pitture di favole, opere di soggetto molto colto, tra cui la Primavera, la Nascita di Venere e Venere e Marte, tutte parti di una serie di dipinti dedicati al mito di Venere, ispirati a opere di poeti classici come Ovidio e caratterizzati da  uno stile equilibrato ed elegante.

Nella Nascita di Venere, tela di grandi dimensioni realizzata fra il 1484 e il 1485 dopo un soggiorno a Roma, prendono forma i sofisticati ideali di bellezza del neoplatonismo, per il quale la perfezione esteriore era manifestazione di quella interiore, come viene espresso nell’estetica del filosofo Marsilio Ficino, fondatore del neoplatonismo.
Venere, nata dal mare, raggiunge l'isola di Cipro su una conchiglia sospinta dal vento Zefiro e dalla brezza Aura ed è accolta da una delle Ore, le ninfe che presiedono le stagioni, che le offre un mantello fiorito per coprirsi.

Oltre alle fonti classiche (per esempio la cosiddetta Tazza Farnese, che faceva parte della collezione di Lorenzo il Magnifico e dalla quale il pittore riprese le figure dei venti), Botticelli si ispirò al poema  Stanze per la giostra di Poliziano, in cui è descritto un immaginario rilievo con soggetto analogo.

L'inconfondibile espressione malinconica sul volto della dea è quella che caratterizza tutte le figure femminili di Botticelli: rappresentata come la Venere pudìca classica, è l'incarnazione dell’humanitas, cioè degli aspetti spirituali e razionali dell'animo, e dell'amore sublime, nonché simbolo della purezza dell'anima.

Questi ideali sono resi attraverso:
 colori perlacei dalle sfumature impalpabili, delicatissime, chiari, luminosi, trasparenti e freddi.
• Le ombre sono velate, trasparenti, appena percettibili
• il linearismo, evidente nei profili netti delle figure, nell'incresparsi delle onde e nella sinuosità dei panneggi e dei capelli.
• Le forme, perfette, purissime, idealizzate, soprattutto nel nudo centrale della Venere.
• Le figure di Botticelli sono di una bellezza molto particolare: sono fredde, perfette. Sono di una bellezza ideale fuori dalla realtà e dalla misura dei sensi, si riferiscono all’estetica neoplatonica di Marsilio Ficino.

• Concentrato sull'intento allegorico e filosofico e sul raggiungimento di una forma raffinata e astratta che lo manifestasse, Botticelli infatti non si interessò mai veramente alla resa spaziale in senso prospettico e al volume delle figure, che per questo ci appaiono evanescenti e quasi "ritagliate" su un fondale bidimensionale. Botticelli riesce a rendere la sostanza corporea con un minimo di materia, alleggerendo gli elementi plastici e giungendo alla massima purezza di forme senza smaterializzarle del tutto.
Questi effetti sono ottenuti dando la massima autonomia possibile a tutti gli elementi della composizione. I colori sono irreali, le forme sono idealizzate e astratte, le linee si muovono liberamente, accrescono il dinamismo delle figure e le alleggeriscono.
Il fascino dell’opera del Botticelli è proprio in questo senso di distacco, di allontanamento dei sensi, e nello stesso tempo di attrazione del gusto e dell’intelletto.

•  La tela era un supporto in quel tempo ancora poco diffuso e forse fu adottata per potere trasportare l'opera nella villa di Castello, di proprietà del committente di gran parte delle composizioni di Botticelli su Venere, cioè Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino del Magnifico. La committenza potrebbe però anche essere stata motivata dalla nascita nel 1484, in un ramo della famiglia Medici, di Maria Margherita, al cui nome alluderebbero forse i fiori sul manto rosa e la conchiglia (margarita in latino significa "perla").

• Il quadro illustra un celebre passo delle Stanze del Poliziano, in cui Venere, su una conchiglia, nasce dal mare ed è spinta a riva dagli “Zefiri lascivi”. Botticelli rappresenta questi Zefiri lascivi come due amanti abbracciati, intrecciati insieme mentre arrivano in volo e soffiano, e fanno sbocciare le rose e i fiori, risvegliano la Natura (è un soffio fecondante). Da questo soffio (il soffio della passione), Venere, appena nata, è "mossa e ispirata". Dall’altra parte la Ora accorre con un manto fiorito (allusivo alla veste di erbe e fiori della Natura) per coprire Venere.

• Tra i significati simbolici c’è anche quello dell’unione dei contrari (i due amanti, il vento che scopre, la Ora che copre, ecc.), indice di perfezione divina, ravvisabile anche nella posa della Venere pudica, che esprime la doppia natura dell’amore: insieme sensuale e ideale, trasporto e perfezione.
Ma rappresenta anche la doppia natura umana: corpo e anima: Quindi c’è anche una doppia corrispondenza tra il mito pagano della nascita di Venere dalla spuma del mare e il mito cristiano della nascita dell’anima dall’acqua del battesimo. Questo punto rafforza la probabilità che si tratti di un quadro di battesimo, un dono per la nascita della piccola Margherita de’ Medici.

A. Cocchi.


Biliografia e sitografia

C. Bo, G. Mandel L'opera completa del Botticelli. Classici Rizzoli, Milano 1966
G. Cornini. Botticelli. Dossier Art n. 49, Giunti editore, Firenze 1990
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006

 

Approfondimenti:Botticelli, Venere, acqua, Medici, Ovidio, Ficino, humanitas, malinconia, Poliziano, mare, contrari, pittura rinascimento.

Stile:Rinascimento, Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze, Uffizi

 




Sandro Botticelli. La nascita di Venere. 1485. tempera su tela inchiodata su tavola. cm. 172X278. Firenze, Uffizi