Belle époque
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Belle époque
La Belle époque rappresenta un periodo di grande fioritura per il mondo della moda.
Il settore dell'abbigliamento, agli inizi del '900 aveva un mercato colossale in tutta Europa, e in particolare in Francia, che rappresentava il principale modello di riferimento per la moda del mondo occidentale.
Nel costume del primo Novecento il ruolo di Parigi è centrale, soprattutto per i tessuti e gli accessori della moda femminile. Tra il 1900 e il 1920 nella sola città di Parigi si contavano più di venti ateliers di alta moda, oltre ad un numero altissimo di laboratori di sartoria, ricamo, rifinitura, e confezioni di indumenti e accessori.
L'atelier del sarto divenne in quegli anni uno dei principali centri della vita mondana. Frequentati dalle signore dell'alta società, i salotti delle case di moda divennero luoghi di incontro, sfoggio e confronto, nonchè aggiornamento sulle "ultime novità". Qui venivano presentati indumenti per ogni momento della giornata e per ogni occasione, compresa la biancheria intima, che divenne molto importante. Infatti, rispetto ai periodi precedenti, nella moda della Belle époque vennero introdotte numerose tipologie diverse di abiti, corrispondenti alle diverse funzioni:
da giorno, da pomeriggio, da sera, per i concerti,per il teatro, per le corse dei cavalli, per la gita inautomobile, per visite, per riunioni di famiglia, per cerimonie, balli, ecc.
Ognuna di queste occasioni, sottoposta a particolari regole di galateo, richiedeva modi di vestirsi diversi che entrarono in rapporto ai cambiamenti sociali e alle abitudini di vita che si definivano in quegli anni. Ma accanto alle scelte estetiche, nellì'abbigliamento femminile della Bella èpoque il cambiamento più importante, che avvierà una vera e propria rivoluzione del costume è la liberazione de corpo della donna da capi costrittivi, primo tra tutti il busto.
Riguardo allo stile, esiste una fondamentale corrispondenza tra la moda d'inizio secolo e l'art Nouveau,o Modernismo, anche per gli stretti rapporti che l'arte del Modernismo instaura con l'industria tessile.
Nel gusto complessivo si riscontra infatti una generale ispirazione al linearismo e alle curve continue, tipiche dell'Art Nouveau.
A questo si accostano le ricerche e la produzione di nuovi tessuti e nuove decorazioni, ottenute sie con procedimenti di tessitura innovativi (vengono introdotti nuovi tipio di telai industriali e nuovi macchinari) che con nuove tecniche di stampa.
Nella moda del primo Novecento il ruolo di Parigi è centrale, soprattutto per i tessuti e gli accessori della moda femminile.
Punto di riferimento essenziale per la moda maschile è invece Londra, in particolare per il modello di eleganza rappresentato dal principe Edoardo di Galles. Ma nel complesso per la moda maschile la Belle époque non porta troppi cambiamenti rispetto al periodo precedente e mancano grandi stilisti che propongono innovazioni così importanti come quelli riguardanti la moda femminile.
Anche se la capitale della moda d'inizio secolo resta Parigi, importanti laboratori nascono in tutta Europa, collegati con le emergenti correnti culturali e soprattutto artistiche, propongono soluzioni di grande successo.
Tra i più importanti ateliers di moda del momento si possono indicare:
Klimt a Vienna, che in collaborazione con Emilie Flöge, realizzò abiti di grande eleganza e fantasia, molto simili alle figure dei suoi dipinti
Wiener Werkstatte a Vienna, una scuola di arti applicate che incluse anche la sezione moda e propose un abbigliamento all'avanguardia.
l'atelier della Bauhaus, una scuola superiore di arte e design, condotto dall'architetto Gropius a Weimar,
le Manifatture di Lione, con cui collabora il pittore Raul Dufy
Edouard Bénédictus che introduce la fibranne (fibra artificiale derivata dalla viscosa) e nuovi motivi floreali e geometrici
Mariano Fortuny in Italia, che ebbe grande successo con i suoi Delphos, ispirati all'antica Grecia
Rosa Genoni in Italia, che lanciò una linea italiana, ispirandosi all’opera di artisti del Medioevo e del Rinascimento.
Paul Poiret a Parigi, uno dei maggiori stilisti del secolo che rivoluzionò il costume.
Nella moda di quegli anni il mondo dello spettacolo e del divertimento assunse una fondamentale importanza per la diffusione di stili e modi di abbigliamento. Oltre al teatro, Il cinema e la fotografia assumono un peso sempre maggiore sulla moda, oltre che su tutto il mondo culturale, poichè diffondono nuovi stili di vita, modelli estetici e di comportamento, status symbol, tendenze che si propagano velocemente e in seguito diverranno sempre più popolari.
Centrale, da questo punto di vista, fu anche la pubblicità, che nei primi manifesti e immagini commerciali, contribuì al formarsi di una nuova estetica di larga diffusione, se non ancora "di massa". Tra gli esempi più famosi si possono indicare le ballerine, le cocottes, le signore dei manifesti di Toulouse Lautrec, icone di un'estetica femminile tipicamente "Belle époque".
Altra caratteristica dell'estetica della Belle èpoque è che l'immagine femminile tra il 1900 e il 1914, è meno definita e univoca rispetto alle epoche passate. Se allo scoccare del nuovo secolo, aderendo all'Art Nouveau, si propone l'ideale della donna-fiore, con il busto attillato e , vita sottillissima, gonna a calice, "collo di cigno" e cappello aperto come una corolla, si trova subito vicino ad essa la prima figura di donna emancipata, che esprime atteggiamenti disinvolti e uno stile più lineare, privo di ornamenti e libera nei movimenti, grazie anche all'introduzione della gonna-pantalone. Su quest'ultima tipologia femminile incise fortemente il movimento di emacipazione femminile, che si stava affermando in quegli anni.
Ma sempre in quel periodo, nel giro di pochissimi anni, si manifestarono e convissero una affianco all'altra altre immagini molto diverse del modello femminile.
Nel 1909 si rappresentò lo spettacolo parigino dei Balletti Russi che influenzò la moda con i colori vivaci, i costumi esotici e le fantasiose scenografie, dando vita ad un filone orientaleggiante, variamente interpretato da grandi stilisti, primo tra tutti il francese Poiret. Nello stesso momento comparvero le fogge ispirate ai movimenti artistici d'avanguardia: dai raffinati abiti di Klimt, alle soluzioni della Wiener Werstatte, alle tendenze archeologiche e classicheggianti di Fortuny, all'ispirazione rinascimentale degli abiti di Rosa Genoni, alle influenze dell'espressionismo, fino ai coloratissimi e geometrici abiti disegnati dagli artisti del Futurismo e quelli del Costruttivismo russo.
Oltre alle calze nere, che si impongono nella moda intima delle donne, tra gli accessori tipici della Belle époque, sono da ricordare i cappelli, molto usati sia dalle donne che dagli uomini, ma con una gamma praticamente infinita di fogge diverse tra loro negli esemplari femminili.
Nelle calzature nel periodo della Belle époque tra le forme maschili e quelle femminili non ci sono grosse differenze. Si diffondono soprattutto i modelli con un'alta accollatura allacciata e una tomaia dalla forma a punta allungata.
I modelli più comodi erano rappresentati dagli stivaletti destinati ad attività sportive o al tempo libero. Si tratta di calzature con ghetta chiusa con bottoncini disposti lateralmente, realizzate nelle due versioni, da uomo e da donna.
A. Cocchi
Bibliografia
V. Maugeri A. Paffumi Storia della moda e del costume. Calderini Editore, Firenze 2005
L. Kybalovà, O. Herbenovà, M. Lamarovà. Enciclopedia illustrata del costume. F.lli Melita Editore, La Spezia 1988
C. Giorgetti. Manuale di Storia del Costume e della Moda. Cantini Gruppo D'Adamo Editore, Firenze
E. Morini. Storia della moda XVIII-XX secolo. Skira editore, Ginevra-Milano 2006
F. Podreider. Guida alla raccolta di stoffe di Rosa Genoni Podreider. Dattiloscritto. Archivio Storico della Società Umanitaria di Milano.
Approfondimenti:Belle époque, Liberty, moda, costume.
Stile:Liberty.

Mariano Fortuny. Delphos in raso plissettato e mantello in velluto stampato. Coll. priv.

Abito da sera in velluto,chiffon,raso e ciniglia ricamato e con applicazioni. 1900. Appartenuto ad Aleksandra Fëdorovna Romanova, moglie dello zar Nicola II. San Pietroburgo, Ermitage.

Henri de Toulouse-Lautrec. Divan Japonais. 1893. Litografia a pastello, pennello e spruzzo. 80 x 60 cm

Due abito di Edouard Poiret in una foto d'epoca.

Mata Hari in costume di scena in una foto del 1906(1906)

Tenuta sportiva da ciclismo in un'immaginne d'inizio secolo.

Aviatrice in jupe-coulotte.

Edoardo VII principe di Galles

Modello maschile e femminile di calzatura allacciata. 1900-02

Modello femminile e maschile di stivaletto sportivo con ghetta. 1900-06
