Adorazione dei Magi



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Adorazione dei Magi

Cappella di San Giorgio a Mantova  >  Trittico degli Uffizi

Questa Adorazione dei Magi è uno dei pannelli del cosiddetto Trittico degli Uffizi, dipinto da Andrea Mantegna per volontà di Ludovico II Gonzaga per decorare la Cappella ducale del Castello di San Giorgio a Mantova.
La maggior parte degli storici concordano sulla datazione, compresa tra il 1462 e il 1464, in corrispondenza dei primi anni del soggiorno mantovano dell'artista. Il Kristeller ritiene che il supporto concavo del dipinto possa indicare un'originaria collocazione nell'abside della cappella.
Tra i pannelli del Trittico degli Uffizi, l'Adorazione dei Magi offre già una lettura intrecciata di significati legati all'iconografia. Il soggetto è già di per sè, ovviamente, simbolo tradizionale del dell'Epifania di Gesù. Ma in questo caso l'interpretazione di  Mantegna è riferita sia al mistero della Incarnazione che a quelli della Morte e Resurrezione di Cristo.
Il gruppo della Madonna col Bambino è infatti costruito sul modello della THEOTòKOS (colei che porta Dio), dove la Vergine tiene il figlio in gesto presentativo e di "offerta" come allusione al sacrificio e alla Passione di Cristo.
Altri simboli, come i cherubini che circondano Maria e la grotta immersa nell'oscurità, rinviano contemporaneamente al luogo e momento di nascita e a quello del sepolcro, sede della morte e resurrezione di Cristo. La stella cometa, rappresentata alla maniera bizantina come una spada sulla testa di Maria, probabilmente è l'immagine del dolore della Madonna, come viene descritto nella Bibbia dal profeta Simenone.
Leandro Ventura ha indicato come fonte per questo simbolo anche il Menologio di Basilio II, al quale sembra che l'artista abbia attinto a riprova dell'interesse che nell'ambiente veneto quattrocentesco si nutriva per la cultura greco-bizantina.
Un altro simbolo caro alla tradizione gotica è l'albero di fico in alto, con il ramo secco, allusivo alla morte, da cui germoglia una pianta nuova e rigogliosa, indice di resurrezione. L'albero di fico è anche la pianta riferita alla Croce di Cristo, come si legge nel Repertorio Morale di Pierre Bersuire. Un'immagine che sicuramente Mantegna aveva potuto vedere nella scena della Deposizione di Cristo affrescata da Giotto nella Cappella Scrovegni di Padova e che aveva già proposto nella sua Adorazione dei Pastori del Metropolitan di New York.
L'evento è inoltre immerso in un'atmosfera che non è serena. Al di là della solennità dell'occasione, nell'insieme si coglie una certa mestizia, sia nell'espressione dei personaggi e nei loro atteggiamenti compassati, sia nel paesaggio aspro e roccioso.
Tutto il quadro si propone quindi come riflessione sui misteri cristiani della Nascita, Sacrificio e Resurrezione.

Intrecciati con le tematiche regligiose, in questa Adorazione dei Magi si trovano anche riferimenti all'attualità e alla Dieta di Mantova, ospitata da Ludovico Gonzaga nel suo Castello di San Giorgio. Il viaggio dei Magi in visita a Gesù indica il riconoscimento di Cristo da parte dei potenti della Terra. Ma per sottile associazione di contenuti, il corteo dei re viaggiatori è anche riferito all'arrivo a Mantova dei principi cristiani convocati in missione religiosa e raccolti nella chiesa di Sant'Andrea in adorazione della sacra reliquia del sangue di Cristo. I Costumi orientali, i cammelli e l'esotismo nei tratti somatici di molti personaggi sono riferiti alla crociata contro i Turchi per la liberazionedi Gerusalemme, che doveva essere decisa proprio in occasione della Dieta mantovana.

Lo stato di conservazione è discreto, anche se durante i restauri è emersa una ridipintura piuttosto sommaria per coprire una larga zona rovinata. In una stampa incompiuta attribuita alla scuola di Mantegna è stata riprodotta la zona centrale del dipinto.

A. Cocchi


Bibliografia

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
M. Bellonci, N. Garavaglia L'opera completa di Mantegna. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Mantegna, Magi, pittura, tempera, Rinascimento, arte.

Stile:Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze, Uffizi

 


Andrea Mantegna. Adorazione dei Magi. 1462-64. Tempera su tavola. cm.76,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Adorazione dei Magi. Dett. 1462-64. Tempera su tavola. cm.76,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Adorazione dei Magi. Dett. 1462-64. Tempera su tavola. cm.76,5X76,5. Firenze, Uffizi


Andrea Mantegna. Adorazione dei Magi. Dett. 1462-64. Tempera su tavola. cm.76,5X76,5. Firenze, Uffizi



 

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