Cinquecento


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Bibliografia

 

Tra la fine del ‘400 e i primi anni del ‘500 si apre la stagione del Rinascimento maturo che avrà come principali centri culturali Firenze, Milano, Venezia e soprattutto Roma. L’importanza di questi centri è dovuta alla presenza dei grandi protagonisti dell’arte di questo periodo: Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e Tiziano Vecellio. Questi maestri rappresentano l’apice dell’evoluzione dell’arte rinascimentale; le loro opere mostrano, cioè, quelli che sono gli esiti delle sperimentazioni artistiche del XV secolo e contemporaneamente gettano le basi per ulteriori innovazioni e sviluppi nel campo delle arti figurative.
L'arte del Quattrocento, attraverso una consapevole "rinascita dell'antico", recupera e reinterpreta i valori  di equilibrio, proporzioni e geometria. In questo processo è fondamentale l'invenzione della prospettiva, che dalla prima formulazione brunelleschiana si sviluppa nel corso del secolo, definendosi con Piero della Francesca come rappresentazione universale del mondo, secondo un principio di perfezione deale.
La ricerca artistica del Quattrocento era giunta a una teoria della razionalità assoluta: offre un insieme di "norme", regole che permettono all'artista di possedere la realtà e progettarla, nella splendida utopia di creare un ambiente ideale per l'uomo.

L'arte del Cinquecento, invece, è una contuinua indagine, ricerca, sperimentazione, abbandonata la serena visione quattrocentesca, si basa sul dubbio, è piena di contraddizioni e permeata da un profondo senso di inquietudine.
L'antico è importante anche per gli artisti del Cinquecento, ma è visto come un modello astratto, che va conosciuto, ma non per trarne delle regole, quanto piuttosto per essere interpretato, accettato o respinto in misura e maniera diversa, a seconda dei casi e delle singole personalità. Le regole classiche vanno conosciute, ma possono essere superate e trasformate. Al rigore si preferisce l'arbitrio e a volte l'eccesso, il contrasto, l'eccezione. Alla serena visione universale si preferisce l'espressione individuale.
Le grandi conquiste del Quattrocento, le regole delle proporzioni, la prospettiva, gli ordini classici, i rapporti matematici e geometrici della razionale visione del primo Rinascimento, ora si offrono come nuovi punti di partenza, limiti da sviluppare e superare, in direzione di una nuova libertà espressiva.

Con il Cinquecento cambia anche la geografia artistica del Rinascimento e si conforma agli spostamenti degli artisti.

Sull’onda delle vicende artistiche precedenti, Firenze continua a mantenere il suo primato di avanguardia artistica ancora per poco, fino alla fine del secolo XV e nei primissimi anni del ‘500. A Firenze esordisce il giovane Leonardo, ma già nel 1482 si trasferisce a Milano. Tornerà a Firenze solo nel 1500, si trattiene fino al 1506, poi riparte, spostandosi in continuazione. Tra il 1506 e il 13 si colloca il suo secondo soggiorno a Milano, nel 1513 è a Roma e infine trascorre i suoi ultimi anni in Francia, nel castello di Cloux.
Firenze assiste agli esordi di Michelangelo, nel 1488, ancora tredicenne è entrato nella bottega del Ghirlandaio. Ma nel 1494, alla morte di Lorenzo il Magnifico lascia Firenze e va a Bologna. Nel 1496 viene chiamato a Roma presso il Vaticano, per poi tornare a Firenze e fermarsi tra il 1501 e il 1506. Poi sarà nuovamente a Roma.
Raffaello si forma invece tra Urbino, Città di Castello e Perugia, ma si ferma a Firenze tra il 1504 e il 1508. Sarà poi presente a Roma dalla fine del 1508.
Con la partenza degli artisti più innovativi del momento il ruolo di capitale della cultura e dell’arte passa da Firenze alle altre città.

A Milano  già dalla fine degli anni ’70 del ‘400 è presente Donato Bramante. Nel 1482 giunge a Milano anche Leonardo. Attraverso il confronto reciproco e le ricerche espressive dei due artisti, nasce un importante filone artistico che si svilupperà fino al secolo successivo. Questo processo è inoltre rafforzato anche in un secondo momento, con la fioritura umanistica avvenuta durante il ducato di Ludovico il Moro (1494-1500), lo Sforza si avvale infatti della presenza di artisti e umanisti come il Filerete, Bramante, Leonardo, e probabilmente Antonello da Messina.

Roma, nei primi vent’anni del ‘500 con i papi Alessandro VI Borgia, Guilio II della Rovere, Leone X de’ Medici, conquista il primato dell’arte che prima era stato di Firenze e diventa la nuova capitale della cultura. A Roma convergono non soltanto i protagonisti dell’arte italiana, come Michelangelo, Raffaello, Bramante, ma tutti i più grandi artisti di fama internazionale.

Contemporaneo e per molti versi indipendente è lo sviluppo rinascimentale di Venezia, dovuto alla presenza di artisti di altissimo prestigio come Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano, Palladio, Sansovino, Sanmicheli.

L’arte che si sviluppa nei diversi centri italiani tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 viene definita dallo storico Wölfflin “rinascimento maturo”, per distinguerla dalla prima fase, più sperimentale e rigorosa, manifestatasi nel corso del ‘400.
Le caratteristiche più evidenti dello stile cinquecentesco sono: la chiarezza, il recupero dei valori classici basato su un più approfondito studio dei modelli antichi, la ricerca di unità, continuità di forme ed essenzialità. L’aspetto grandioso, solenne e monumentale, la rappresentazione dello spazio inteso non solo come prospettiva geometrico-matematica, ma anche come dimensione del movimento e dell’azione dell’uomo (Michelangelo), come fenomenico manifestarsi della natura (Leonardo), come diffusione atmosferica e costruzione di forme mediante la luce e il colore (Giorgione, Tiziano). E infine una figura umana ancora più protagonista nell’acquisizione più precisa delle conoscenze anatomiche, nel naturalismo dei gesti e degli atteggiamenti e nell’intesità delle espressioni.

Per le opere realizzate a partire dagli anni immediatamente seguenti il primo decennio del secolo e per tutto il suo sviluppo, dagli artisti che seguono la "maniera" di Raffaello, Michelangelo e Leonardo, gli storici usano il termine Manierismo.

 

A. Cocchi


 

Bibliografia e sitografia

 

R. de Fusco. L'architettura del Cinquecento. Utet. Torino 1981
G. Cricco, F.P. Di teodoro. Itinerario nell'arte. Vol. II Da Giotto all'età barocca. Zanichelli Editore, Bologna, 2004
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa. Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
C. Fumarco (a cura di) L'arte tra noi. Il Rinascimento e la Maniera moderna. Electa-Bruno Mondadori, Roma, 2007
www.italicon.it

 

Approfondimenti:Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Tiziano, Bramante, Manierismo, uomo, .

Stile:Cinquecento.

 


Michelangelo. Ignudo. 1508-12 Affresco. Cappella Sistina. Roma, Vaticano


Raffaello Sanzio. Trasporto di Cristo. 1507. Olio su tavola. cm.184X176. Roma, Galleria Borghese



 

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