Quattrocento


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Opere di questo stile

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Il '400 italiano e la pittura fiamminga

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Negli anni centrali del '400  si manifesta un interessante scambio di influenze tra artisti italiani e stranieri. Ciò è dovuto sia alla compravendita di opere da una parte e dall'altra, sia alla presenza in Italia di artisti provenienti  dalle Fiandre, ma anche dalla Francia e dalla Spagna.
Nel 1927 Longhi in un suo saggio aveva già rilevato i collegamenti esistenti tra la pittura di Piero della Francesca e Antonello da Messina con la Scuola di Avignone. Infatti, sembra che gli ambienti frequentati dai due artisti: il Palazzo ducale di Urbino per Piero e la corte agioina a Napoli per Antonello, siano stati i più importanti centri multiculturali del primo Rinascimento.
Studi e conoscenze condotti nei rispettivi paesi hanno cominciato a circolare nelle diverse cerchie di intellettuali e a diffondersi. Nella pittura sono nate coincidenze espressive ed influenze stilistiche che hanno prodotto risultati molto importanti sia sugli artisti italiani sia sugli altri. Gli studi sull'ottica, l'utilizzo delle lenti, l'analisi della luce e la tecnica della pittura ad olio, portate avanti dai fiamminghi sono alcune delle più importanti acquisizioni da parte degli artisti italiani, mentre le conoscenze matematiche, le regole prospettiche e la cultura classica ha influenzato gli artisti stranieri.  
L'italia quindi, soprattutto negli negli anni '40 e '50 del XV secolo ha conosciuto nella cultura e nell'arte un momento di grande apertura internazionale. Tale situazione è stata favorita dai commerci, poichè i porti italiani rappresentavano importanti scali delle rotte mediterranee che collegavano i principali paesi europei: La Provenza, la Spagna, i Paesi Bassi, la Toscana, Napoli e la Sicilia.

Tra i primi artisti italiani che hanno saputo assorbire e rielaborare l'esempio dei maestri fiamminghi possiamo trovare: Filippo Lippi, Beato Angelico, Domenico Veneziano, Andrea del Castagno. In seguito oltre a Piero della Francesca e Antonello da Messina altri artisti ripresero importanti spunti dalla pittura fiamminga, ad esempio Piero dal Pollaiolo, Ghirlandaio, bartolomeo della Gatta, Botticelli, Perugino e perfino Leonardo da Vinci e Raffaello.

 

A. Cocchi

  

Sintesi e Approfondimenti

 

 

Sintesi

La pittura fiamminga nel Rinascimento

 

 

Approfondimento

Napoli e la pittura fiamminga

 

 

Approfondimento.

Gli artisti stranieri e i rapporti con l'Italia nel '400

Per quanto riguarda gli artisti stranieri in Italia, la presenza più sicura è quella di   (continua....)

 

 

L'opera di Jean Fouquet in Italia

Tra gli artisti francesi del '400, Jan Fouquet è senz'altro uno di quelli che stabilì i legami (continua.....)

 

 

Approfondimento.

Gli artisti stranieri e i rapporti con l'Italia nel '400

Per quanto riguarda gli artisti stranieri in Italia, la presenza più sicura è quella di Jean Fouquet, documentato a Roma tra il 1444 e il 1446 per eseguire il Ritratto del papa Eugenio IV. L'artista francese, celebre pittore e miniatore, rappresenta una delle figure più "europee" dell'arte quattrocentesca. Dopo la sua  esperienze nell'ambito della pittura fiamminga e bergognona, si apre all'acquisizione dello spazio prospettico proprio della visione toscana, avvicinandosi a Beato Angelico, conosciuto proprio a Roma, mentre era al servizio di Eugenio IV.
Un altro grande artista provenzale che ha sicuramente avuto rapporti con l'Italia è Enguerrand Quarton, le cui opere rivelano influenze da Domenico Veneziano e da Piero della Francesca.
Anche il fiammingo Barthélemy d'Eyck è un artista di apertura internazionale, ha lavorato in Provenza e a Napoli presso Renato d'Angiò.
Sulla presenza in Italia di Jan e Hubert Van Eyck non ci sono documenti, ma molte delle loro opere si trovavano in diversi centri italiani, anche se gran parte di esse sono andate distrutte o disperse.

 

Rogier van der Weyden

E' documentata la sua presenza in Italia dove si sofferma nelle diverse corti signorili. Nel 1450 è a Roma, in occasione del Giubileo, poi viene ospitato nelle corti di Milano, Mantova, Ferrara, Firenze e Napoli. Assunse un ruolo di primo piano negli scambi culturali tra l'Italia e le Fiandre. Presso la corte estense di Ferrara eseguì il Compianto sul Cristo morto, ora conservato agli Uffizi; a Firenze realizzò la pala della Madonna Medici del 1460-64 che rappresenta la Madonna in atto di allattere il Bambino circondata da quattro santi. 


Barthelemy d'Eyck

Data la scarsità di documenti la figura di questo artista rimane ancora piuttosto misteriosa. Molti studiosi concordano nell'identificarlo come il cosiddetto "Maestro di re Renato", alla corte di Renato d'Angiò a Napoli durante il suo breve regno tra il 1438 e il 1442.
Si tratta di un artista fiammingo, pittore e miniaturista, celebre soprattutto per le sue miniature del Coeur d'Amour epris di Vienna. Ha fatto parte della Scuola provenzale, poichè è documentata la sua presenza ad Aix-en-Provence nel 1444 insieme a Enguerrand Querton.

Jean Fouquet

Il pittore francese Jean Fouquet ha soggiornato sicuramente a Roma tra il 1444 e il 1446 per eseguire il Ritratto di papa Eugenio IV. In questa occasione deve aver conosciuto Beato Angelico, anch'egli a Roma al servizio del papa, la cui pittura ha lasciato un'importante influsso sul suo stile.
 

Enguerrand Quarton

Quarton è un altro grande pittore provenzale che ha avuto importanti rapporti con la cultura italiana. Anche se la sua presenza in Italia non è documentata, una serie di opere realizzate da questo maestro  testimoniano analogie così precise con la pittura fiorentina degli anni 1440-50 che non può trattarsi di un caso.
Le opere che riflettono più chiaramente questi contatti sono: la Pietà oggi al Louvre; la Vergine della Misericordia del Museo Condè di Chamntilly, caratterizzata da una impassibile monumentalità; l'Incoronazione della Vergine di Villeneuve-Les Avignon (Musèe de l'Hospice) che mostra una particolare stilizzazione del paesaggio e una razionale evocazione dello spazio.
Nel complesso, la materia pittorica e i colori di questi dipinti sono particolarmente vicini alle ricerche cromatiche condotte proprio in quegli anni da Domenico Veneziano e dal giovane Piero della Francesca.
Se anche Quarton non fosse mai venuto in Italia, va comunque tenuto presente che ad Avignone si erano trasferite numertose famiglie italiane, soprattutto fiorentine, che mantenevano rapporti commerciali e familiari costanti con Firenze. Quarton, anche senza spostarsi dalla Provenza, poteva aver conosciuto qualche opera italiana contemporanea, pedita direttamente dalla Toscana.


I Van Eyck

Sebbene si tratti di due artisti diversi, Jan e Hubert Van Eyck hanno personalità molto simili poichè hanno collaborato strettamente all'interno della stessa cultura. Uno dei due è stato in Italia, e sicuramente a Firenze. Molti dei loro lavori soo stati acquistati dai collezionisti italiani del Quattrocento ed hanno portato importanti influenze sull'arte italiana. Almeno In particolare hanno avuto un ruolo importante nella diffusione della tecnica della pittura ad olio in Italia. Un'opera dei Van Eyck si trovava al Palazzo Ducale di Urbino ed è stata certamente esaminata da Piero della Francesca.

A Firenze, tra i capolavori dei maestri fiamminghi acquistati dai Medici troviamo il San Girolamo nello studio di Jan Van Eyck.

Per un approfondimento sulla pittura dei Van Eyck clicca qui.

 

Hans Memling

Tra gli artisti attivi verso la fine de4l XV secolo, Hans Memling fuse nella sua pittura importanti influssi del Rinascimento italiano. Una delle opere più note di questo maestro presenti in Italia è il Ritratto di giovane uomo con lettera degli Uffizi.

 

Hugo van der Goes

Van der Goes è un altro dei protagonisti della pittura fiamminga che hanno portato una importante influenza culturale in Italia. Alla sua pittura si ispirò soprattutto Domenico Veneziano. Nel 1483 venne portato a Firenze il celebre Trittico Portinari, opera grandiosa e molto ammirata, commissionata da Tommaso Portinari e realizzata dall'artista nel 1478. L'opera era destinata alla Chiesa di Sant'Egidio a Firenze.

 

 

 

L'opera di Jean Fouquet in Italia

Tra gli artisti francesi del '400, Jan Fouquet è senz'altro uno di quelli che stabilì i legami più forti con l'Italia. Alle notizie sul suo viaggio in Italia avvenuto tra il 1444 e il 1447 ca. si aggiunge la certezza della sua presenza a Roma, prtesso il papa, per eseguire il perduto  Ritratto di Eugenio IV e due dignitari. Secondo gli studiosi, è molto probabile che a Roma sia avvenutol' incontro con il Beato Angelico, impegnato dal 1446 negli affreschi della Cappella Niccolina in Vaticano. Le opere eseguite dopo il 1450 dal pittore francese rivelano infatti una forte influenza dell'Angelico.
Molti studiosi ritengono probabile che Fouquet sia stato anche a Napoli, centro di scambi molto intebnsi con la cultura fiamminga e provenzale.
Il senso di coerenza plastica, essenzialità di visione e unità spaziale delle sue opere di metà '400, sono inoltre elementi che può aver imparato soltanto da un soggiorno in Toscana. La pittura di Fouquet rappresenta una sintesi tra le soluzioni che vent'anni prima Masaccio aveva realizzato nellgli affreschi della Cappella del Carmine e quelle che rinviano a opere dei van Eyck come il polittico dell'Agnello mistico.
Se si confronta un celebre dipinto di Fouquet come l'Etienne Chevalier e Santo Stefano di Berlino (conservato allo Staatliche Museen) con un qualsiasi dipinto fiammingo, l'opera del francese sembra un quadro toscano, mentre invece se si confronta con un dipinto toscano sembra fiamminga.
Un aspetto interessante è rappresentato dalla sua autonoma visione dello spazio. La prospettiva albertiana mostra di essere conosciuta dall'artista francese, ma viene anche interpretata secondo la sua sensibilità personale, senza seguirne troppo fedelmente le leggi matematiche. Anche il rapporto tra luce, spazio e colore dell'opera di Domenico Veneziano e Paolo Uccello vengono ripresi da Fouquet, ma sempre secondo una visione autonoma. Tra il 1444 e 1445 a Firenze Fouque potrebbe aver visto gli affreschi (oggi perduti) realizzati da Domenico Veneziano e il giovane Piero della Francesca, la Pala di Santa Lucia de' Magnoli e l'Adorazione dei Magi di Berlino, sempre del Veneziano. Tra questi pittori c'è stata comunque un'influenza reciproca, perchè Domenico Veneziano e Piero sono tra i primi artisti in Italia ad assimilare la lezione fiamminga. Questo non è
accaduto per altri pittori come ad esmpio Andrea del Castagno e Paolo Uccello, attivi a Firenze in quegli stessi anni. In particolare l'assimilazione della cultura fiamminga ha importanza per Piero della Francesca, che saprà approfondire questa conoscenza anche più tardi, durante il suo soggiorno ad Urbino.

Una delle eredità più importanti che Fouquet ha lasciato alla pittura italiana è rappresentata dall'innovazione nella tipologia del ritratto. Nel Ritratto di Eugenio IV nel Ritratto di Carlo VII, compaiono le prime rappresentazioni a mezzo busto e con l'effigiato visto a tre quarti, molto precedenti alla ritrattistica di Raffaello.
Non sappiamo se Fouquet sia stato effettivamente l'inventore di questo nuovo tipo di inquadratura - secondo alcuni studiosi l'inventore del ritratto di tre quarti è Van Eyck - ma certamente hanno rappresentato i primi esempi di questo tipo in Italia.

A. Cocchi.

 


 

Bibliografia e sitografia

L. H. Heidenreich. Il primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Bur Arte editrice, Milano 1979
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
G. Briganti, S. Malatesta. I porri, le perle e l'arte fiamminga. in : Masaccio e Piero. Il Romanzo della Pittura. Supplemento a "La Repubblica" del 21.11.1988
E. Capretti. Rinascimento. Atlanti universali Giunti. Giunti, Prato 1988
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L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
R. Bossaglia Storia dell'arte. vol. 1 Principato editore, Milano 2003
F. Zeri Rinascimento e pseudo-rinascimento in: Storia dell'Arte Italiana. 5. Dal Medioevo al Quattrocento. Giulio Einaudi editore.

 

Approfondimenti:pittura, Quattrocento, pittura fiamminga, .

Stile:Quattrocento.

 


Barthélemy D'Eyck. Amore dona a Desiderio il cuore del re malato.
Miniatura dal Livre du coeur d'Amour épris. Vienna, Österreichische Nationalbibliothek




Jean Fouquet. Etienne Chevalier e Santo Stefano.  Berlino,  Staatliche Museen




Enguerrand Quarton. Pietà of Villeneuve-lès-Avignon. 1455 ca. Olio su tavola. 163 cm x 219 cm. Parigi, Musée du Louvre





 

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