Quattrocento


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 Il Quattrocento

 

Approfondimenti


Firenze agli inizi del '400

La pittura del '400

La scultura del '400

L'architettura del '400

La consapevolezza della nuova era

Mappe concettuali

 

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 Bibliografia

 

Nel Quattrocento l'arte in Italia assume caratteristiche molto differenziate nelle diverse aree geografiche. Fino alla prima metà del XV secolo permangono ancora i caratteri tardogotici nelle arti, specie nei centri meno in contatto con Firenze.
A Firenze e poi nell'Italia centrale, a partire dal secondo decennio del secolo si attua la trasformazione del Rinascimento. Qui, infatti, si concentrano gli studi e le personalità che hanno prodotto la nuova cultura umanistica.

Già prima della metà del XV secolo avviene la diffusione del linguaggio rimnascimentale in Italia centrale. Le nuove forme rinascimentali che nascono a Firenze si diffondono dapprima in Toscana e anche a Siena, città finora molto legata alla tradizione gotica, poi giungono in Lazio, in Umbria e nelle Marche.

In Italia Settentrionale il Rinascimento giunge con un po' di ritardo, perchè le regioni del nord, fino alla metà del '400, restano legate alle correnti del gotico internazionale, o elaborano nuove trasformazioni nel gusto cosiddetto "tardogotico", parallelo, nei tempi, al primo Rinascimento fiorentino.

Il nuovo stile rinascimentale trova invece accoglienza negli antichi centri di cultura come Roma e Perugia e nuovi come Urbino, che dapprima raccolgono, poi elaborano e sviluppano, e a loro volta diffonderanno le forme del Rinascimento. Questi centri, nella seconda metà del '400 assumono nell'arte e nella cultura un'importanza sempre maggiore.

Nella seconda metà del secolo si assiste alla diffusione e al trapianto dello stile rinascimentale in tutte le altre regioni, fioriscono rapidamente nuovi importanti centri d'arte e di cultura, grazie alla presenza di artisti di altissimo livello.

 A. Cocchi

 

 

 Approfondimenti

 

Firenze agli inizi del '400

 Nel decennio tra il 1420 e il 1430 alcuni artisti fiorentini pongono le basi di un nuovo modo di espressione. Sono un architetto, Filippo Brunelleschi; uno scultore un po' più giovane di lui, Donatello, e un pittore, Masaccio, più giovane dei tre e scomparso improvvisamente in circostanze misteriose, all'età di 27 anni. I tre si conoscono, si frequentano ed è documentata l'amicizia tra Donatello e Brunelleschi, che vanno insieme a Roma, per studiare i monumenti dell'antichità. Ma anche tra Donatello e Masaccio: Donatello aiuta il giovane amico facendo da testimone ai pagamenti che il pittore riceve per i suoi dipinti. A questi si aggiunge Michelozzo, con cui Donatello dividerà la bottega fiorentina. 

Con l'opera di questi artisti a Firenze avviene una svolta artistica decisiva, che porterà conseguenze importanti, si sviluppa un nuovo stile: il Rinascimento.
Tutti e tre questi maestri hanno avuto una formazione tardo-gotica, ma ognuno di loro, in parte autonomamente, in parte scambiandosi idee, stabiliscono con la propria opera i principi essenziali di una nuova forma di rappresentazione artistica.

Perchè proprio a Firenze?
La città in questo momento gode di condizioni favorevoli al suo sviluppo civile:
• non è retta da una signoria come altri centri del nord, ma da libere istituzioni repubblicane (città-stato);
• si è arricchita di fiorenti attività industriali e commerciali; nascono le prime banche (es.: i Medici sono una famiglia di banchieri)
• i mercanti rappresentano la nuova classe dirigente, uomini potenti che promuovevano la cultura e le arti (mecenati).

Le famiglie fiorentine più potenti in questo momento e nuovi committenti

degli artisti sono:
• Pazzi
• Rucellai
• Medici, specialmente Cosimo I (morto nel 1464), grande protettore di artisti e intellettuali.

Il Rinascimento si forma quindi per una serie di coincidenze e inizialmente compare come fenomeno isolato, una peculiarità fiorentina. Ma con lo spostamento degli stessi protagonisti e delle loro opere e poi con la conseguente influenza su altri artisti, si diffonde rapidamente avviando un gusto e una cultura di portata enorme, che investirà non solo l'Italia, ma tutta l'Europa.

 

 

 

L'architettura del '400


L'architettura, nella prima parte del '400 si fonda su due componenti fondamentali:

Queste due componenti portano all'uso del progetto, che comporta:

 

 

 

La consapevolezza della nuova era

 

« Io solea maravigliarmi insieme et dolermi che tante optime et divine arti et scientie quali per loro opere et per le historie veggiamo chopiose erano in que virtuosissimi passati antiqui, ora così siano mandiate et quasi in tucto perdute; pictori, scuiptori, architecti, musici, geometri, rethorici, auguri et simili nobilissimi et meravigliosi intellecti oggi si truovano rarissimi et pocho da lodarli. Onde stimai fusse quanto da molti questo così essere udiva, che già la Natura, maestra delle cose, fatta anticha et straccha, più non producea chome ne giganti così ne ingegni quali in que suoi quasi giovinili et più gloriosi tempi produsse amplis-simi et maravigliosi. Ma poi che io dal lungo exilio in quale siamo noi Alberti invecchiati, qui fui in questa nostra sopra l'altre omatissima patria riducto, chompresi in molti ma prima in tè, Filippo et in quel nostro amicissimo Donato scuiptore et in quelli altri Nencio et Luca et Masaccio, essere a ogni lodata cosa ingegnio da non postporii acquai si sia stato antiche et famoso in queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria et diligentia non meno che in beneficio della natura et de tempi, stare il potere acquistarsi ogni laude di qual si sia virtù. Confessoti se a quelli antiqui,avendo quale aveano chopia da chi inparare e imitarli, meno era difficile salire in cognitione di quelle supreme arti quali oggi annoi sono fatichosissime ma quinci tanto più el nostro nome più debba essere maggiore se noi sanza preceptori, sanza exemplo alchuno, truoviamo arti et scientie non udite et mai vedute».

La consapevolezza della nuova era e del cambiamento culturale che si stava vivendo viene espresso con entusismo e commozione nella dedica nel trattato Della pittura che nel 1436 Leon Battista Alberti rivolge a Filippo Brunelleschi.
Quando, nel 1429 Alberti giunge per la prima volta a Firenze, la magnifica Cupola di Santa Maria del Fiore era avanti nella costruzione e al suo ritorno, nello stesso 1436, era già compiuta. Nel 1429 a Firenze si potevano ammirare dli affreschi che Masaccio aveva appena terminato nella Cappella Brancacci, Ghiberti aveva collocato la sua prima Porta del Battistero e Donatello, collocata la statua di Geremia nel Campanile, stava lavorando al profeta Abacuc.
Si trattava davvero di «arti e scientie non udite et  mai vedute» e il sensibile e coltissimo Alberti riconosce il merito ai grandi inventori del Rinascimento: l'architetto Brunelleschi, gli scultori Ghiberti, Donatello e Luca Della Robbia, e il pittore Masaccio, che con le loro opere superano per qualità quelle dei maestri dell'Antichità.   

 

La pittura del '400

 

A partire dal secolo XV nel Rinascimento italiano la pittura ha avuto un grandioso sviluppo ed ha rappresentato in questa epoca l'arte per eccellenza (come la scultura per l'arte greca) perchè più consona ai nuovi ideali estetici.
Anche in ordine di tempo è la pittura che opera per prima e integralmente, con Masaccio, la trasformazione del linguaggio artistico e si manifesta con più rapidità rispetto alle altre arti. Altrettanto si può dire anche per la diffusione e trasmissione delle nuove "forme toscane" nelle altre regioni d'Italia.

Gli elementi espressivi che caratterizzano meglio la pittura del '400 sono:


La pittura inoltre rappresenta un importante collegamento con le altre arti.
Attraverso il risalto plastico del disegno e del chiaroscuro e l'uso della luce stabilisce una relazione diretta con la scultura. Mentre attraverso lo studio della prospettiva e l'uso del disegno nei progetti stabilisce una relazione diretta con l'architettura. Infatti durante il XV secolo si manifesta l'affermarsi di numerosi pittori-architetti, mentre ne secolo precedente e nella cultura tardo-gotica esistevano soprattutto scultori-architetti.

Rispetto alle altre arti, inoltre, per mancanza di modelli diretti, la pittura quattrocentesca è meno condizionata dall'ideale estetico classico, poichè la scoperta della pittura romana iniziò soltanto con gli scavi di Pompei, nel XVIII secolo. Unica testimonianza della pittura antica per gli artisti rinascimentali erano i fantasiosi motivi decorativi del Quarto stile, le "Grottesche" di cui si farà largo uso, ma solo a partire dalla fine del XV secolo.


Riguardo allo stile, realismo e spirito scientifico sono gli aspetti che contraddistinguono maggiormente la pittura quattrocentesca rispetto a quella del XIV secolo. La rappresentazione pittorica del '400 punta infatti sulla forma realistica, non più fondata soltanto sul concetto di "mimesi" classica o sull'osservazione diretta, ma anche sulla ricerca e su una verifica razionale per avere pieno dominio sulla realtà. Lo spirito scientifico si coglie nella mricerca e attuazione di nuove soluzioni pittoriche ma anche nella sperimentazione di nuove tecniche operative come ad esempio nell'affresco e nella pittura su tavola in cui a partire dalla metà del secolo si introduce la tecnica a olio.

Accanto agli affreschi, nel '400 sono molto diffusi i dipinti su tavola, da quelli di piccole dimensioni, solitamente a destinazione privata, alle grandi pale d'altare destinate alle chiese.
In largo uso per tutto il '400 sono anche i polittici: grandi pale d'altare a più scomparti e in ordini sovrapposti come nel secolo precedente. Nei polittici quattrocenteschi gli elementi delle cornici però sono più lineari, perdono la funzione puramente decorativa ed acquistano quella di inquadramento architettonico e spesso di primo piano prospoettico. Questo tipo di cornici lega armonicamente i singoli scomparti in un complesso unitario. Per questo lo smembramento e dispersione dei pezzi componenti i polittici rinascimentali è anche più grave della divisione e dispersione di quelli trecenteschi.

 

 

La scultura del '400

 

Nel XV secolo la scultura si sviluppa, riconquista una completa autonomia rispetto alle convenzioni tardogotiche e acquisisce piena libertà di espressione.
La rivalutazione e lo studio del mondo classico favorisce la formulazione di un ideale estetico simile a quello greco e romano, incentrato sull'uomo e la natura e comporta numerosi riferimenti all'antichità. Gli studi umanistici influenzano fortemente l'arte e spesso, accanto ai testi sacri, la letteratura latina e i miti antichi rappresentano le principali fonti a cui si attinge per i temi delle rappresentazioni.

Vengono riproposti generi classici come:

- la statua
-il gruppo
-il busto-ritratto
- il nudo.

Il rapporto con l'antico appare più evidente e diretto nella scultura minore, ma l'assimilazione dei motivi classici avviene con grande libertà d'interpretazione. Infatti i moduli, le regole e le leggi proporzionali classiche, basilari nell'arte antica, non vengono quasi mai rispettate in maniera rigorosa dagli artisti quattrocenteschi. Alla luce di nuove conoscenze e di una visione "moderna", gli scultori del '400 si soffermano maggiormente sugli caratteri più esteriori dei modelli antichi. Ad esempio, nella rappresentazione della figura umana, il canone policleteo viene ripreso soltanto per dare alla figura un aspetto e un atteggiamento piu naturale. Al rispetto delle regole proporzionali indicate da Policleto, finalizzate alla rappresentazione di una forma ideale e perfetta, si preferisce un'osservazione diretta della realtà.
Inoltre è importante anche la derivazione dall'esperienza del gotico, rispetto al quale lo stile quattrocentesco rappresenta un'evoluzione. Un esempio è offerto dalle rappresentazioni di personaggi in posizione eretta: la postura in cui il corpo si appoggia su una gamba flettendo l'altra non è una innovazione radicale, ma uno sviluppo e razionalizzazione dello stereotipo dello "hanchement" gotico. Emblematico è l'esempio di Donatello, in cui si nota l'evoluzione stilistica dalla maniera ancora gotica alla visione rinascimentale confrontando opere giovanili come il David di marmo con quelle più mature come i santi dell'Altare di Padova.

 

La scultura minore

 

Nella produzione scultorea quattrocentesca i legami piu forti con la classicità si trovano soprattutto nella scultura minore e specialmente in due tipi di produzione: l'ornato plastico-architettonico e il bronzetto.

L'ornato plastico-architettonico nel '400 è caratterizzato dalla ripresa di motivi iconografici e decorazioni antiche che vengono spesso distaccati dai valori simbolici originali per essere denotati secondo nuovi significati.
Negli esempi minori o in opere a destinazione privata i "motivi alla greca" possono essere scelti senza un particolare criterio o funzione simbolica, ma semplicemente per una ragione estetica.

Nella produzione dei bronzetti si risponde soprattutto alle esigenze di una moda, di un gusto appartenente alle corti e all'alta borghesia, e spesso vengono eseguite delle copie o delle imitazioni degli esemplari classici.

 

La scultura monumentale


Rispetto alla scultura minore, nella scultura monumentale del '400 l'ispirazione classica si fa meno evidente, prevale l'invenzione la creazione originale, similmente a quanto avviene della pittura. Il maggiore protagonista della scultura quattrocentesca, Donatello, nonostante gli studi condotti sulle opere antiche, per molti aspetti si può considerare anticlassico, poichè spesso sovverte le regole classiche, interpretandole in modo molto personale.
Anche i risultati qualitativi sono maggiori rispetto a quelli ottenuti nella scultura minore.

Caratteri fondamentali della scultura quattrocentesca sono:

- lo studio dell'anatomia e del movimento nella figura umana;
- l'osservazione diretta del vero che si traduce in una gamma svariatissima di interpretazioni che vanno da un naturalismo ancora tardo-gotico al realismo anche violento e brutale.

- L'astrazione concettuale della forma intesa come entità geometrica in rapporto con lo spazio e la luce.

- La costruzione delle scene in uno spazio in base ad un inquadramento prospettico-lineare.


Lo scultore del '400

Lo scultore rinascimentale doveva avere una lunga preparazione al suo mestiere. La formazione era basata sulla conoscenza approfondita e specifica di diverse tecniche e poteva comprendere varie arti perchè doveva portare ad una professionalità completa. I giovani che volevano intraprendere la carriera artistica si formavano nella bottega di un orafo, perchè l'oreficeria insegnava le nozioni prime e fondamentali delle diverse arti, sia dal punto di vista formale con il disegno che diventa basilare per tutte le arti, sia dal punto di vista tecnico, dovendo operare con materiali e procedure diverse (la progettazione, la conoscenza dei materiali, le tecniche di fusione, modellazione, scultura, incisione, cesellatura, ecc.) Gli orafi nel medio evo erano maestri che rappresentavano l'eccellenza ed erano ancora i più apprezzati all'inizio del XV secolo.
Inoltre va considerato che era necessario conoscere la difficile tecnica della fusione in bronzo che divenne sempre più importante e richiesta durante il XV secolo.

  

A. Cocchi

  


 Bibliografia e sitografia

 

L. H. Heidenreich. Il primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Bur Arte editrice, Milano 1979
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
R. Bossaglia Storia dell'arte. vol. 1 Principato editore, Milano 2003
F. Zeri Rinascimento e pseudo-rinascimento in: Storia dell'Arte Italiana. 5. Dal Medioevo al Quattrocento. Giulio Einaudi editore.

WWW. Italica.it

 

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Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Firenze, Quattrocento, uomo, prospettiva, anatomia, nudo, proporzioni, ritratto, psicologia, scienza, mappe concettuali, .

Stile:Quattrocento.

 


Beato Angelico. Annunciazione. 1433-1434, tempera su tavola, 150x180 cm, Museo Diocesano, Cortona.


Piero della Francesca. Flagellazione di Cristo. 1453 ca. Olio su tavola. cm. 51X83. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche


Baccio Pontelli. Leggio e altri strumenti di studio. Part. Tarsia lignea. Studiolo di Federico da Montefeltro. Urbino, Palazzo Ducale






 

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